Bikersfree


Vai ai contenuti

..:: Sicurezza in moto ::..

Sin dal primo giorno che sono salito su una moto ho capito che la precarietà dell'equilibrio di una moto porta in caso di caduta danni a me! ho pensato che fosse utile ricordare a tutti quali rischi corriamo in moto. Certo, le persone care che ci stanno accanto c'e' lo dicono tutti i giorni, "stai attento, la moto e' pericolosa", ma noi forti del fatto che ci piace e che forse stupidamente ci sentiamo sicuri sul nostro mezzo partiamo in piena tranquillità. Purtroppo in Italia non esiste la "cultura" della sicurezza, a quanti di noi hanno insegnato sin da scuola le regole per circolare anche a piedi ? Fate caso ogni giorno, nelle nostre città quante volte viene da dire : " ma vedi quello....." , " ma quello la patente dove l'ha trovata.....", e così via.

Da alcuni anni anche in Italia il casco per i motociclisti e' divenuto obbligatorio, ma aldilà delle polemiche sulla legge che lo impone, lo riteniamo sufficiente ? Avete mai notato in estate quante persone, sopratutto con gli scooter, usano il mezzo senza alcuna protezione, e non mi riferisco a giacche , stivali ed altre cose, ma addirittura, pantaloncini corti, maglietta e ciabatte da spiaggia. Potete immaginarvi una semplice scivolata su una chiazza di gasolio con un simile "abbigliamento" ?

Ma cosa dovremmo fare allora ?
Rispettare le regole della strada, che non sono solo quelle riportate nel codice della strada.

Ma bisogna ricordiamoci anche di :
mantenere una velocita' che ci permetta sempre di poter intervenire in caso di situazioni pericolose allacciare sempre il casco circolare sempre con le luci accese

indossiamo le opportune protezioni (giacche, pantaloni, stivali e back-protectors) controlliamo le azioni degli altri utilizzatori della strada

Cosa contraddistingue un buon motociclista?

Un buon motociclista compie tutte le proprie azioni con calma ed efficienza, che gli derivano da:

  • concentrazione
  • osservazione accurata
  • adattare velocità e direzione alla situazione
  • consapevolezza dei rischi associati a quella particolare situazione di traffico e strada
  • azioni mirate a mantenere i rischi identificati al minimo
  • consapevolezza dei propri limiti, di quelli del proprio mezzo e della strada
  • padronanza del proprio mezzo
  • attitudine alla sicurezza

Se c'è veramente passione e assumi questo comportamento, allora vuol dire che ami te stesso e che soprattutto sei un vero motociclista .

______________________________________________________________________________________________________________

Anche i motociclisti hanno un Santo Protettore
(Fonte Web)


Possiamo indossare il casco più tecnico, le imbottiture, la tuta in pelle e guardare la strada con cento occhi, ma se succede il fattaccio, se si incomincia a scivolare sull'asfalto bagnato, lassù c'è qualcuno che si sentirà chiamato in causa per dare una mano: San Colombano, patrono dei motociclisti.

La spinta che portava Colombano a muoversi incessantemente per incontrare nuove persone, per trasferire loro la conoscenza di convinzioni profonde, un atteggiamento da eremita ma la piena disponibilità al confronto, la ferrea determinazione a non arrendersi di fronte alle avversità, si possono infatti ritrovare in pieno nel comportamento dei motociclisti di oggi, pronti a partire alla ricerca di nuove scoperte, senza timore di spostarsi da soli ma ugualmente disponibili a dividere gioie e fatiche con altri appassionati e, soprattutto, capaci di affrontare difficoltà apparentemente insormontabili pur di conquistare la meta prefissata.


San Colombano abate
(fonte Wikipedia)


San Colombano detto San Colombano di Luxeuil o San Colombano di Bobbio (San Culombàn Abè in dialetto bobbiese), o San Columba il Vecchio, o Colum in gaelico. (Navan, 540 circa – Bobbio, 23 novembre 615) è stato un missionario e scrittore irlandese, noto per aver fondato numerosi monasteri in tutta Europa e convertendone i pagani.
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica che ne celebra la memoria il 23 novembre.
San Colombano può essere a buon diritto definito uno dei fondatori del monachesimo occidentale. Questo non solo per i suoi viaggi, le sue peregrinazioni, le sue fondazioni e le sue iniziative anche culturali, ma fondamentalmente per il suo carattere ed il suo carisma fuori dal comune.
Verso la fine del VI secolo Adalbert de Vogüé scrisse: un soffio potente venuto dall'Irlanda, passò sulla Gallia merovingia, dopo avervi turbinato per una ventina d'anni, si allontanò verso est, passò le Alpi e discese sull'Italia. Questo ciclone, che scosse molte cose nella Chiesa e nella società, è quello del monaco Colombano.
Giona monaco colombaniano venuto a Bobbio dalla Val Susa ne scrive la biografia a partire dal 639, unica nel suo genere e di cui tutti gli storici ne hanno tratto e tradotto la vita del Santo irlandese.
Fondatore della regola e della comunità dei monaci colombaniani sciolta dal papa Niccolò V il 30 settembre del 1448, che era dedita allo studio ed allo scriptorium di Bobbio, come abili miniatori e scrittori, diffondendo la cultura libera le scienze e le arti in tutta l'Europa, grazie alla rete dei molti monasteri colombaniani collegati da numerose vie, tra le quali la futura Via Francigena, seguite da studiosi e pellegrini, ma anche della futura Via degli Abati.
Successivamente venne anche fatto passare per abate e monaco benedettino vestendolo con abiti scuri e caratteristici.

É in attesa di essere riconosciuto come per San Benedetto il titolo di Patrono d'Europa.

É anche patrono dei motociclisti


Torna ai contenuti | Torna al menu